
Sta cavolo di Sacher è sempre stata una spina nel fianco. Una di quelle ricette che, prima di averle provate, guardi con disprezzo, dicendo “Cosa ci azzeccano insieme la marmellata di albicocche e il cioccolato fondente?!?”; dopo averle assaggiate, ti fanno dire “Ma come ho fatto a resistere tutto questo tempo senza di lei!?!”; e , infine, ti costringono ad ammettere “Non sarò mai in grado di rifarla uguale…”. Anche perchè io mica ho assaggiato una Sacher qualunque: era la Sacher della O!!! E a questo punto sorge spontaneamente, dal profondo del mio cuore, una domanda: “O, perché te ne sei andata lasciandomi senza la tua Sacher?!? “. E dire che le ho chiesto 1000 volte di rifarla, ma lei niente. Sapete qual è stata la scusa: nella nuova casa non ha il forno ventilato!!! Va bè, dico io, ci si impegna e si adatta la ricetta al nuovo forno…
…caliamo un velo pietoso sulla vicenda.

Fatto sta che ora mi trovo a casa, un po’ depressa per la mia quasi totale incapacità di riprendere in mano un libro o degli appunti di matematica, e per di più senza Sacher. E non mi sarebbe nemmeno mai venuto in mente di farla, perché nessuna delle ricette viste in giro mi convinceva, nemmeno quella del bellissimo libricino sui dolci delle Dolomiti (che a mio parere è fantastico): sapete la classica “5 uova, 150 g di farina, 150 g di zucchero, 150 g di burro,…” che si trova ovunque? Una volta mia madre l’aveva provata: niente da dire, buona, però troppo secca, bassa e gommosa: a me la Sacher piace bagnatina, alta e compatta!
Ad un certo punto succede che mia mamma torna a casa e mi dice “Non potresti fare una Sacher per la mia collega Teresa? Mi piacerebbe tanto regalargliela…”. Voi cosa avreste fatto? Bè, ho dovuto raccogliere la sfida. Mi sono messa in rete e ho cominciato a guardare i miei blog di fiducia, quelli che assolutamente non ti tradiscono (fornendo ricette a casaccio con foto false, per esempio).

Ovviamente per prima cosa vado a vedere su Anice&Cannella e subito mi illumino: nella Home, sulla colonnina di sinistra mi compare la foto di una Sacher bagnatina, alta, compatta e (come se non bastasse) con una glassa davvero davvero invitante. Chiaramente mi ci sono buttata a capofitto.
La conclusione è stata che alla povera Teresa è andata solo metà torta, perché l’altra metà è stata trattenuta qua a a casa con la forza dai miei genitori, che hanno così giustificato il fatto: “Povera Teresa, magari se gliela portiamo tutta si sente in dovere di fare qualcosa in cambio…portiamogliene solo metà, così non le creiamo problemi….”. Furbi vero?!?
Comunque, ora che è tutto finito (nel senso che anche la Sacher praticamente è finita!!!), posso dire questo: è davvero buona! Inoltre ha il pregio di non dover essere bagnata con niente (rhum o altre cose simili), che per me è un grande sollievo, dal momento che ogni volta che devo bagnare un pan di spagna mi viene un crollo morale perché ho paura di rovinare tutto con la bagna sbagliata. L’unico appunto che posso farle è la compattezza: è più soffice che compatta, direi. Non so se è dovuto al fatto che l’ho assaggiata ieri sera, quando ancora non si era freddata e assestata bene.
In conclusione, per quanto può contare, trovo che sia una ricetta davvero valida, anche perché la glassatura (altra spina nel fianco) non mi ha dato nessun problema (mmmmmh, forse è meglio dire pochi problemi!). Sicuramente però proverò altre versioni (questa direi che è la versione 1!), anche perché ovviamente ho già individuato un paio di ricette che mi ispirano.
Per la base
20 g di farina 00
30 g di farina di mandorle
40 g di maizena (amido di mais)
8 g di lievito in polvere per dolci
90 g di burro
90 g di cioccolato fondente
80 g di zucchero a velo
5 albumi
4 tuorli
1 pizzico di sale
marmellata di albicocche
Per la glassa
300 g di cioccolato fondente
100 g di burro
3 cucchiai di acqua
La base
Accendete il forno a 190°.
Sciogliete in microonde a 450W (o a bagnomaria) il cioccolato fondente. Ci vorranno 4′ circa. Mescolate con una forchetta e lasciatelo da parte ad intiepidire.
In una ciotola setacciate insieme farina, farina di mandorle, maizena e lievito.
In una ciotola montate con le fruste elettriche gli albumi col sale. Quando saranno belli spumosi, senza smettere di montare, aggiungete 30 g di zucchero a velo e continuate a montare fino a quando il composto sarà un po’ lucido (cioè quando è stato assorbito lo zucchero). Mettete da parte la specie di meringa così ottenuta.
Sempre con le fruste elettriche (pulite e asciugate), montate il burro morbido con lo zucchero a velo (i 50 g rimanenti) per un paio di minuti. Aggiungete, senza smettere di montare, i tuorli uno alla volta (non aggiungete il successivo fino a quando il precedente non è stato assorbito) e il cioccolato fondente fuso in precedenza.
A questo punto aggiungere a mano le farine setacciate e il composto di albumi e zucchero (mooooooolto delicatamente).
Appena la cosa si fa omogenea, versate il tutto in uno stampo a cerniera (diametro 24 cm) imburrato e infarinato, livellate la superficie, infornate e abbassate il forno a 170°.
Cuocete per 40′. Poi sfornate, sformate e lasciate raffreddare su una simpatica gratella per dolci (che in questo caso sarà molto utile per la glassatura).
Tagliate la torta in due dischi uguali (io ho usato l’attrezzo fatto apposta, quella specie di filo di metallo molto tagliente; c’è chi usa un coltello lungo e affilato; chi usa un filo da cucito, lo avvolge attorno alla torta e lo tira verso di se; insomma, fate un po’ come volete!). Sceglietene uno da usare come base (io per la base ho usato quello che in teoria era la cupola, per avere la superficie sopra bella liscia), mettetelo sulla gratella per dolci e spalmateci sopra uno strato di marmellata alto 2/3 mm (appunto sulla marmellata: non usate quella coi pezzettoni, che poi vi tocca frullarla: usatene una liscia, che sembra tipo gelatina di albicocche più che marmellata; di solito quella che intendo io è il primo prezzo di un qualunque supermercato). Mettete sopra il disco rimanente e spennellate tutta la torta con 3 cucchiai della stessa marmellata sciolti su fuoco basso con 1 cucchiaio di acqua.
La glassatura
Mettete tutti gli ingredienti per la glassa in una ciotola e infilateli nel microonde a 450W per 4′. Tirate fuori e con una frusta amalgamate il tutto fino a quando il composto diventa lucido. A questo punto versatelo tutto sulla torta, proprio nel centro, afferrate la gratella e fatela roteare (non mi viene un verbo migliore) fino a quando la glassa non si è distribuita bene anche sui lati della torta. Ovviamente, ne cade un po’ sotto, quindi bisogna mettersi sopra ad un tavolo!
Prima di servire lasciate assestare bene la torta. Io non la metterei in frigo, la lascerei a temperatura ambiente fino a quando la glassa non si è solidificata. Chiaro però che se fuori la temperatura è di 40° all’ombra conviene ficcarla in frigorifero al volo!